I Segreti non sono Servizi

Pubblicato: 18.04.2010 in Citazioni, Gli Invisibili
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FilospinatoI segreti non sono servizi a difesa del cittadino quando servono da scusa per mentire in pubblico. Sono vizi del potere. I servizi segreti afghani sono figli di un governo voluto e determinato da noi occidentali. Temo che abbiano anche ereditato i vizi dei padri. Quel dire e non dire, quell’abuso di omissis, quel muro di gomma eretto da chi non dice mai fino in fondo ai suoi governati le cose come stanno, per non rischiare di perdere un’unghia del proprio potere. I servizi segreti afghani devono avere le unghie (e le orecchie) molto lunghe. Con le prime hanno arpionato tre volontari di Emergency facendoli sparire nel nulla e poi riapparire oggi a Kabul. Con le orecchie devono aver ascoltato, e quindi eseguito, ordini di amici degli amici. Insomma, questa storia dei medici-terroristi non sta in piedi. Emergency che ordisce attentati è una bufala grottesca. I soldati inglesi che irrompono a fianco dei servizi afghani, e coi mitra spianati, nell’ospedale di Emergency, fan! no insorgere molti dubbi, così come le avventate dichiarazioni iniziali di esponenti del nostro governo. Che detestano Gino Strada perché Gino Strada è un uomo libero. Un bravo chirurgo che in sala operatoria non fa politica e non pianta bandierine nei corpi mutilati. Cura il talebano così come cura un “governativo”, cura un civile come cura un soldato. Soprattutto denuncia da anni e anni che le vittime del tragico ossimoro, le vittime di queste “guerre della pace”, sono bambini, non soldati, bambini. E sono anche i nostri soldati che li ammazzano. Per sbaglio, e allora? Quante migliaia di altre volte ci dovremo sbagliare prima di comprendere che le missioni di pace e le occupazioni con le armi si chiamano guerra? Quei bambini saltati per aria saranno portatori di handicap nella stessa misura in cui anche noi italiani siamo stati portatori di guerra.
Domani, dalle ore 14, sarò a piazza San Giovanni, a Roma, per chiedere la liberazione degli ostaggi, italiani e a! fghani. Imprigionati dai segreti di questa guerra. Da chi non ! vuole te stimoni (e un ospedale in Afghanistan è uno scomodissimo testimone) di quel che sta per accadere laggiù, senza telecamere, senza giornalisti, nell’omertà internazionale più assoluta. E da un paio di giorni senza l’ospedale di Emergency. Mi è stato chiesto di dire qualcosa dal palco e lo farò volentieri. Spero che interverrete in tantissimi.
A domani, grazie.

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