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Ecco l’appello inviato da forzasilvio.it ai propri iscritti che, per la maggior parte, sono “pericolosi infiltrati Comunisti” come il sottoscritto. Credo sia un chiaro ed inequivocabile segnale: il Presidente è ridotto … alle cartoline.

Caro Nicola, 
 con la sua consueta carica, il nostro premier sta lavorando per continuare l'attività di governo e
 respingere l'ennesimo assalto di chi, in Parlamento, nei quotidiani, nei programmi televisivi del
 servizio pubblico, vorrebbe cancellare la volontà popolare espressa alle elezioni del 2008 e senza
 pagare dazio, cioè senza tornare al voto.
 La carica di Berlusconi è la stessa che ritroviamo nelle manifestazioni organizzate sul territorio e
 che puoi leggere nei commenti postati alle notizie di www.forzasilvio.it . 
 Da alcuni di questi commenti abbiamo tratto ispirazione per una prima serie di cartoline speciali,
 utili per sintetizzare la situazione attuale. 
 Falle girare ai tuoi amici e invitali a registrarsi in Forzasilvio.it.
 Dobbiamo essere in tanti e organizzati per fare fronte agli impegni che ci attendono nelle
 prossime settimane. 
 Grazie per quello che farai.

 Cordialmente, on. Antonio Palmieriresponsabile internet PDL

 

Seguono cartoline del “Partito dell’Amore” …

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Per il progetto berlusconiano “criminali liberi” la “legge bavaglio” è solo il primo strumento. Un secondo è stato annunciato dall’on. Alfredo Mantovano, sottosegretario al ministero dell’Interno: togliere ai magistrati la direzione delle indagini per affidarle alla polizia.
Sottrarle cioè a chi “è soggetto solo alla legge” per assoggettarle a chi dipende dal governo.

Con questo uno-due il golpe-strisciante non avrà più bisogno di strisciare perché realizzato. Dall’impunità per i criminali delle cricche e delle caste, il regime potrà compiere impunemente il passo che santifica la criminalità al governo.

L’on. Mantovano ha annunciato la volontà governativa in un articolo su Il Foglio di Giuliano Ferrara che il giorno prima con un editoriale gli aveva offerto l’assist di prammatica. E  l’annuncio è accompagnato da un inquietante invito “a quella parte della sinistra – oggi non particolarmente presente nel dibattito ma che pure esiste”, perché torni ai fasti dalemiani dell’inciucio, abrogando in modo bipartisan la legge del 1989 con cui il dettato costituzionale fu finalmente “implementato” e la direzione delle indagini affidate ai magistrati.

Mantovano, con l’ormai collaudata logica orwelliana del suo Capo – far dire alle parole l’opposto di quanto significano – sostiene che se le priorità sulle indagini le decide il governo la legge sarà davvero eguale per tutti. Se invece l’azione penale è in mano ai magistrati si arriverà all’obbrobrio di veder indagati, incriminati, perfino processati e Dio non voglia condannati “capi dei servizi, comandanti dei Ros, funzionari della polizia”. Al punto, aggiunge Mantovano, che “l’ex direttore dei servizi esterni ha evitato una sentenza sfavorevole solo grazie all’opposizione del segreto di Stato”. Immagino si riferisse al generale Pollari.

Eppure, senza la legge dell’89, probabilmente anche “Mani Pulite” sarebbe stata fermata sul nascere, grazie al potere dell’esecutivo sulle indagini.

E quali funzionari di polizia, dovendo obbedire al governo, avrebbero richiesto le intercettazioni che hanno svelato il putridume della P3?

E si sarebbe mai riaperto il dossier sull’assassinio di Borsellino dopo i depistaggi di coloro cui Mantovano vorrebbe oggi affidare tutte le indagini?

La verità è che a cavallo di quest’estate si gioca davvero l’esistenza della democrazia in Italia.

La “legge bavaglio”, anche con gli emendamenti migliorativi, fa da apripista.
L’unico modo per non finire nel baratro è bloccarla: tutta e subito.

PS
Non me ne voglia d’Arcais, ma ritengo che questo suo articolo, su “il Fatto Quotidiano” di oggi, debba essere letto e condiviso “il prima possibile”.

Ospito volentieri la lettera proposta da Arianna Ciccone postata su FaceBook (e quindi non consultabile dai non iscritti).
La lettera in questione è un approfondimento/continuazione dell’articolo postato sul Blog “Non Leggere questo Blog”

Al Presidente dell’Ordine dei Giornalisti
Lorenzo Del Boca
e p.c.
Al Direttore tg1 Augusto Minzolini
e al Presidente della Rai Paolo Garimberti

Oggetto: segnalazione grave violazione deontologia professionale.

Caro Presidente, ti scrivo a nome mio e credo di tutti i cittadini che hanno a cuore la verità e la dignità della professione giornalistica in questo Paese. Premetto subito che qui non si tratta di destra o sinistra, della legittimità o meno del direttore del Tg1 di esporre la sua linea editoriale (personalmente credo che il direttore di un tg abbia il diritto di dire il suo pensiero, la sua opinione). Qui si tratta di deontologia professionale e della funzione fondamentale del giornalismo. Ieri il tg1 delle 13.30 come sai ha dato una notizia falsa. Ecco credo che nessuno di noi può e deve accettare questo. Mi aspetto quindi una reazione esemplare dell’Ordine rispetto a un episodio che umilia la professione giornalistica e i cittadini.

“Certo che per dire in un tigì, o scrivere su un giornale, che “Mills è stato assolto”, spacciando la prescrizione di un reato accertato per “assoluzione”, bisogna essere dei bei mascalzoni. Non dico faziosi, o manipolatori, o servi, dico proprio mascalzoni perché per un giornalista manomettere la verità è un crimine, tal quale per un fornaio sputare nel pane che vende. Qui non si tratta di opinioni, di interpretazioni, di passione politica. è proprio una frode, una lurida frode che non descrive più l’aspra dialettica di un paese spaccato, descrive qualcosa di molto peggiore: l’impunità conclamata di chi mente con dolo, con metodo, con intenzione, sicuro di non doverne rispondere ad alcuno (all’Ordine dei giornalisti? è più realistico sperare che intervenga Batman).
Per altro in un Paese di impuniti, perché proprio i giornalisti dovrebbero essere esentati dal privilegio di poter sparare bugie e ingannare la pubblica opinione senza conseguenze? Molti dei loro padroni e dei loro referenti politici negli ultimi vent’anni hanno perseguito con ogni mezzo, e ampiamente sperimentato, il piacere dell’impunità. Se ne sentono partecipi anche i loro impiegati” Michele Serra

Fa male anche a voi come a me questa riflessione? Ecco caro Presidente Del Boca io come cittadina mi aspetto da parte dell’Ordine un provvedimento nei confronti di quel giornalista che ha palesemente violato il principio deontologico per eccellenza: raccontare la verità. Mi aspetto caro Presidente Garimberti e caro Direttore Minzolini le scuse del tg1 e la rettifica.

Sicura di una vostra risposta, vi auguro una felice giornata.

Arianna Ciccone
Corrado Barbero
Tommaso Bori
Agnese Blasi
Giuseppe Fin
Francesco Luti
Maria Laura Canori
Maria Rosaria Riccio
Mariaceleste de Martino
Daniela Trivisonno
Giovanni Dozzini
Valeria Defilippis
Paolo Epifani
Agnese Benedetti
Chiara Scardazza
Agostino Cicinelli
Massimo Ribaudo
Antonio Barbato
Valeria Gentile
Antonello Bartolomeo Saiz
Francesco Unali
Rita Lombardo
Clara Sereni
Teresa D’Aniello
Tommaso Tessarolo
Paolo Esposito
Luca Conti
Gino Listrani
Ernesto Bettoni
Marisa Micco
Vanni Capoccia
Salvatore Lo Leggio
Barbara Tartaglione
Luca Soncini
Giovanni Ritacco
Giona Ferrandu
Elisabetta Sala
Antonella Pancani
Fabio Chiusi
Fabio Feliziani
Alessandro Di Maio
Francesco Bassini
Pierangelo Valente
Valeria Pesare
Leonardo Vergari
Silvia Nardinocchi
Antonia Vernile
Matteo Fiorini Granieri
Andrea Carpi
Daniele Paolucci
Cristiano Tinazzi
Mauro Biani
Stella Narciso
Pietro Falco
Francesco Paolucci
Anna Preims Borgese
Maura Firmani
Anna Tanda Schröter
Lisa Miraldi
Patrizia Gazzoni
Alessandro Bizzotto
Adriana Galgano
Andrea Giambartolomei
Gianni Suzzi
Giovanna Lazzerini
Abramo Volpi
Elena Lambertucci
Alessandro Direnzo
Lorenzo Allegrucci

“Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.
Giustizia mosse il mio alto fattore:
fecemi la divina podestate,
la somma sapienza e ‘l primo amore.
Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterno duro.
Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate”.